Personalità che hanno dato lustro a Buti 

con il loro operato 

Beato Balduino

 

Beato Domenico Vernagalli

 

Francesco di Bartolo

 

Beata Perpetua da Buti

 

Paola da Buti

 

Pietro Frediani

 

Mons. Ezio Barbieri

 

Mons. Natale Caturegli

 

Annibale Marianini

 

Corrado Parducci

 

Leopoldo Baroni

 

Mons. Icilio Felici

 

Andrea Bernardini

 

Domenico Danielli

 

Urbino Valdiserra

 

Enrico Valdiserra

 

 

Contemporanei

 

Gabriele Parenti (Scrittore)

 

Lori Scarpellini  (Pittore)

 

Sport

 

Mirko Gozzoli 

7 volte campione del Mondo  (Ballerino)

 

Fabiana Luperini (Ciclista)

 

Home Page

Urbino Valdiserra    (medaglia d’argento al Valor Militare)

Urbino Valdiserra, nato a Buti (Pisa) il 25 dicembre 1895, venne chiamato alle armi, per il servizio di leva, il 13 gennaio 1915 ed assegnato al 7° Reggimento  Bersaglieri di stanza in Salò.

All’inizio delle ostilità il suo Reggimento fu tra i primi a varcare la frontiera e questi appunti si riferiscono a quel periodo.

Nel mese di luglio 1916 in qualità di “ Allievo aspirante Ufficiale” venne trasferito al 66° reggimento Fanteria.

Nel  novembre dello stesso anno fu assegnato al 56° Reggimento Fanteria in qualità di “allievo Ufficiale”.

 Nominato Sottotenente, il 1° Febbraio 1917, venne trasferito nuovamente al corpo dei Bersaglieri ed assegnato al 2° Reggimento.  Nel mese di ottobre passò al 99° Reggimento Fanteria di nuova formazione e che, insieme al 100°, formava la ricostituita Brigata, “Treviso”.

In questo reparto compi  le più belle azioni di guerra. Prima in Vallarsa (Pasubio, Coni zugnia,  Corno Battisti),   poi sull’altopiano di Asiago (versante del Brenta).

II 12 luglio 1918, per una magnifica azione sul monte cornone, dove , alla testa di pochissimi uomini, riuscì a travolgere le linee nemiche prendendo 64 prigionieri senza subire alcuna perdita, venne decorato di medaglia d’argento al Valor Militare con la seguente motivazione: 

“Dopo intenso tiro di bombe eseguito sulle trincee avversarie, intuito il momento favorevole, alla testa di pochi soldati si  gettava sulla linea nemica, attaccando vigorosamente il presidio superiore in forze, uccidendo e catturando nemici e riportando tre mitragliatrici. La sua iniziativa consentiva di poi al comandante la Compagnia di intervenire con maggiori forze per conseguire ottimi risultati”.

 L'azione venne citata sul Bollettino di Guerra del 13 luglio.

Alla fine del conflitto, dopo 4 anni passati continuamente in prima linea venne inviato in Carinzia (Austria) come truppa di Occupazione.

Venne congedato il 20 novembre 1919.

Nel 1934, in data 1 marzo, le giunse la nomina a capitano. Richiamato alle armi il 19 marzo 1941, venne assegnato al 22° Reggimento di fanteria di stanza in Pisa per la formazione del 223° Battaglione T.M. con il quale, al comando della prima Compagnia, venne inviato in Croazia (Jugoslavia) come truppa presidiaria.

Ammalatosi e trasferito all’ospedale Militare di Abbazia, si trovava a casa in convalescenza alla data dell’Armistizio.

Considerato in servizio venne congedato  il 30 Settembre 1944.

Nel 1942 con decorrenza 1 gennaio, aveva avuto la promozione a Maggiore.

Il 28 gennaio 1963 fu raggiunto dalla nomina a Tenente Colonnello con  anzianità assoluta dal 1 gennaio 1952. Mori nella sua casa di Buti, troncato da un infarto, il 2 gennaio 1968.

Questi due racconti in vernacolo Butese

sono stati scritti da Urbino Valdiserra