Andrea Bernardini

nato il 1 agosto 1824 Maestro di musica e valente direttore di

 orchestra e compositore

  "La formazione della Società Filarmonica di Buti a somiglianza di altre dello stesso genere che fioriscono nelle principali Città della Toscana ha per oggetto di promuovere i sentimenti di una più colta sociabilità e di procurare una innocente ricreazione dello spirito".

 

E’ questo il primo articolo del regolamento della Società Filarmonica di Buti datato 27 agosto 1841.
Certamente la nascita di questa Società non fu affatto casuale.

Il paese di Buti, in quel periodo, vide molti personaggi illustri nei campi dell'arte, della musica, della politica, delle lettere che sicuramente contribuirono a vivacizzare l'ambiente da un punto di vista culturale.
A cavallo dei due secoli scorsi troviamo i poeti Pietro e Paolo Frediani con il loro padre Frediano. Nel 1814 nasce Annibale Marianini, pittore e direttore dell'Accademia d'arte di Pisa. Nel 1823 e 1825 nascono rispettivamente Domenico e Francesco Danielli, due spiccate personalità che segnarono molto la vita del Paese. Domenico, laureato in giurisprudenza, fu il promotore del distacco del nostro Comune da quello di Vicopisano e, una volta acquistata l'autonomia nell'anno 1867 ne divenne Sindaco fino al 1895. Francesco, avvocato, fu anche ottimo pianista e lavorò molto per la Società Filarmonica, assumendone per lunghi periodi la presidenza, aiutandola con i propri averi e ospitando in casa propria i maestri che di volta in volta venivano chiamati alla direzione musicale della Società.
Una riprova del fermento culturale, quantomeno a livello di gruppi d’elit, esistente a Buti nella prima metà del secolo scorso sta nella costituzione della Accademia dei Riuniti e nella costruzione dei quel piccolo gioiello che è il teatro di Buti, intitolato a Francesco di Bartolo, la cui inaugurazione avvenne il 14 ottobre 1843.
E'  questa una fotografia del maestro Andrea Bernardini fatta nel 1868 dal cav. Cesare Perini dell'Istituto Musicale di Lucca.
Andrea Bernardini era nato a Buti il 25 ottobre 1824 da una umile famiglia. Il padre amava molto la musica e faceva parte dei cantori di Chiesa. L'amore per la musica ed il canto presto prese il giovanotto Andrea che aveva una splendida voce di soprano e ad 8 anni incontrò il maestro Giuseppe Naldi di Pescia che lo prese con sé per educarlo nella musica.
Benché timido ed incerto riuscì ad apprendere molto bene ed in fretta da essere avviato a dar lezioni private, guadagnandosi stima e l'affettuoso nome di Butino.
La sua fama cresceva e ben presto riuscì a svolgere il servizio d'organo nel duomo di Pescia e a dirigere la banda civica in detto centro.
Nel 1843 lo vediamo istruire i cori in occasione defl'inaugurazione del teatro Francesco di Bartolo a Buti e nel 1846-47, sempre per lo stesso teatro, concertare le opere per dette stagioni.
Su pressante invito del maestro Giovanni Pacini nel 1847
"volse il piede verso Bologna' alla scuola di Gioacchino Rossini.

Questi dapprima lo affida al maestro Fabbri ma poi lo incontra sempre più spesso, ne corregge la musica, lo invita alla sua mensa chiamandolo familiarmente "bel giubboncino' per la sua giubba un pò dimessa.
Sul finire dello stesso anno peli il padre Pietro.
Il Bernardini si precipitò allora in Toscana ma la morte del genitore fu per lui
"una grande sventura' in quanto non trovò più la via di riprendere gli studi a Bologna anche perché dovette badare all'andamento degli interessi familiari.
Fu così che rimanendo a Buti sposò Lucrezia Squarcioni,
"donna di seri propositi, molto agiata" di lui più anziana.
A Buti il Bernardini conduceva vita serena e curava i notevoli interessi ma "a poco a poco l'amore per la musica venne in lui a raffreddarsi'.
Comunque assunse la direzione della Banda, ne scriveva la musica e ben presto
'la stessa "alzò grido di sé per la migliore di. que' circostanti paesi».
Ma sia il maestro Pacini che il Rossini stesso non si arrendevano all'idea di veder spegnere il genio musicale del Bernardini e in ogni modo cercarono di stimolarlo a ricomporre.
L'occasione fu presa al balzo dal pievano di Buti, don Giuseppe Bacchini, quando, nel corso di una serata in casa del Bernardini insieme ai maestri Pacini, Meraviglia e Castrucci, chiese a ciascuno di musicare una parte di Messa da presentare nell'anno successivo.
Il Bernardini, costretto, dovette cedere accettando di musicare il Kyrie ed il Credo.
Una volta vedute tali composizioni il maestro Pacini
"rimase meravigliato" e persuase il Bernardini a completare tutta la Messa per darla a Pescia in occasione delle solenni feste triennali del Crocefisso.
Tali feste dovevano tenersi nel 1866 ma furono poi spostate e quindi la Messa fu eseguita in S. Martino a Lucca per la solennità della festa della S. Croce; questo rappresentava un grande riconoscimento in quanto, per antica tradizione, solo i migliori artisti erano ammessi "
a tali feste sino dai tempi della Serenissima Repubblica'.
La rappresentazione fu imponente e il successo grandioso e al ritorno a Buti ricevette
"feste eccezionali": era il 14 settembre 1868.
"La fama del Bernardini quale eletto compositore di musica sacra s'era ormai consolidata onde il suo nome si accoppiava a' migliori scrittori', quali Palestrina e Marcello.
Nel 1870, sempre in S. Martino in Lucca, nuovo enorme successo con un Vespro
"sublime e maestoso nella sua stessa semplicità». eseguito dopo una Messa di Rossini.
Per questi successi nel 1872 gli viene conferita la cittadinanza lucchese e nel 1875 viene fatto Cavaliere della Corona d'Italia.
Oltre a quelle dette, il maestro Bernardini compose altre opere di musica sacra, campo nel quale raggiunse vette veramente eccelse, ed altra musica come
"romanze da camera, musica da ballo, da banda, marce in numero copioso'.
Dopo tali successi, peraltro ritrovati anche nei verbali della Società Filarmonica, il Bernardini si ritirò a Buti dove conduceva
"una vita patriarcale tra l'affezione dei suoi compaesani, non di rado visitato da ragguardevoli persone".
Le testimonianze rintracciate non precisano molto sulla sua attività di maestro di musica dopo il 1875, per cui è da ritenere che abbia molto diradato la sua attività di compositore.
Lo ritroviamo sempre quasi venerato dal Consiglio della Filarmonica Butese che lo elesse suo presidente onorario.
Il maestro Andrea Bernardini mori a Buti il 30 ottobre 1900.

Ritornando alla Società Filarmonica si apprende che intorno al 1840 iniziarono a "fiorire" un po' dovunque associazioni che avevano lo scopo di elevarsi culturalmente imparando musica e nel frattempo contribuire ad allietare in modo semplice e "innocente' tutta la popolazione.
Il 27 luglio 1841, dunque, un gruppo di persone più sensibili al problema sottoscrisse un atto privato in virtù del quale i componenti si obbligavano a versare per tre anni una quota mensile
("prestazione mensuale'. come è chiamata sui documenti).
La somma impegnata da ciascuno variava fino a 6 lire, 13 soldi e 4 denari. I soci che si sottoscrissero furono 6 0, primo firmatario il pievano don Giuseppe Bacchini.
1 giorni immediatamente successivi furono quelli in cui venne messo a punto il primo
"Regolamento per la Società Filarmonica di buti' datato appunto 27 agosto 1841.

Personalità che hanno dato lustro a Buti 

con il loro operato 

Beato Balduino

 

Beato Domenico Vernagalli

 

Francesco di Bartolo

 

Beata Perpetua da Buti

 

Paola da Buti

 

Pietro Frediani

 

Mons. Ezio Barbieri

 

Mons. Natale Caturegli

 

Annibale Marianini

 

Corrado Parducci

 

Leopoldo Baroni

 

Mons. Icilio Felici

 

Andrea Bernardini

 

Domenico Danielli

 

Urbino Valdiserra

 

Enrico Valdiserra

 

 

Contemporanei

 

Gabriele Parenti (Scrittore)

 

Lori Scarpellini  (Pittore)

 

Sport

 

Mirko Gozzoli 

7 volte campione del Mondo  (Ballerino)

 

Fabiana Luperini (Ciclista)

 

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